Il Forte Portuense fu costruito nel 1886, insieme ad altri quattordici forti, allo scopo di difendere Roma, Capitale del neonato Regno d'Italia.

Ad oggi, rappresenta per i cittadini del Municipio XV e di Roma tutta, un patrimonio di inestimabile valore storico e culturale, oltre ad essere un luogo di grande fascino.
Ciononostante, per anni il Forte Portuense è stato oggetto dell'incuria generale, ed è rimasto un luogo chiuso ed inaccessibile ai cittadini, che dovrebbero esserne i reali proprietari.

L'Associazione Forte Portuense, fin dal 1..., si è impegnata affinchè il Forte potesse rinascere a nuova vita.
I suoi spazi, una volta riqualificati, potrebbero far parte di un grande Centro Culturale Polivalente al servizio della cittadinanza.

Affinchè tutto ciò sia possibile, è di fondamentale importanza la partecipazione di ogni singolo cittadino.


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Il Forte Portuense

Il Forte Portuense fu realizzato lungo la omonima via, che restava sulla sinistra, mentre sulla destra vi era l’ansa del Tevere. Questo forte era preposto al controllo e alla difesa dell’area a sud sulla destra del Tevere, con la stazione di Trastevere e la linea ferroviaria per Civitavecchia portata a compimento pochi anni prima (1859), la porta Portese (distante 3,5 chilometri in linea d’aria) e la cinta bastionata tra S. Pietro e il Tevere.
L’estrema importanza strategica di questo forte non dipendeva, però, solo dalla vicinanza al fiume, dalla presenza della ferrovia e del borgo murato di Trastevere, ma anche dal fatto che in quest’area si era stabilito il quartiere francese durante l’assedio del 1849 e che il paventato nuovo assedio francese, una delle ragioni della realizzazione del campo trincerato, era atteso proprio da Civitavecchia, quindi proveniente da questa direzione.
Per ciò che riguarda la copertura propriamente detta delle aree limitrofe, il fronte esterno batteva le alture allora dette di “Affoga l’asino”, di “S. Passera delle Piche”, del Truglio e dei Prati di Tor di Valle sulla sinistra del Tevere. L’artiglieria del fianco occidentale si traguardava con quella del forte Bravetta, distante circa 2 chilometri, e copriva le alture di Casaletto, mentre quella del fianco orientale teneva sotto controllo l’area del Tevere in collegamento con quella del forte Ostiense, a sud-est.
Purtroppo, però, la presenza di numerosi avvallamenti nell’area e la localizzazione non eccessivamente felice sottraevano al controllo diretto delle artiglierie importanti aree come quella della Magliana o la stessa linea ferroviaria.
In considerazione del rilevante ruolo strategico dell’area e della sua necessaria difesa, il forte Portuense fu uno dei primi ad essere realizzati: i lavori cominciarono nel novembre 1877 e si conclusero alla fine del 1881, per un costo complessivo – comprensivo degli espropri – di lire 733 mila. E’, quindi, il forte che costò meno all’erario, nonostante la consueta realizzazione ad impresa.
Lo schema planimetrico, così come indicato nella Tavola della Icnografia delle terre, è quello di un poligono irregolare, con il fronte esterno (circa 180 metri) costituito da due facce con angolo interno di 170°, simmetriche rispetto ad un asse centrale caratterizzato dalla caponiera.
I due lati sono composti da moderni orecchioni verso l’esterno e fianchi ritirati differenti per dimensioni e angolazioni: quello occidentale ha un’estensione di circa 60 metri ed un’angolazione di 109° rispetto alla faccia esterna e di 87° rispetto alla gola; il fianco est è più lungo (100 metri) ed ha un’angolazione di 111° con la cortina esterna e di 63° con la gola. Il fronte verso la città, la cortina di gola, risulta lungo più di 200 metri.
Le dimensioni assai modeste, così come indicato dall’esiguità dei costi, portano a ritenere questo forte come uno dei più piccoli, con dimensioni paragonabili a quelle di una batteria.
Le specificità planimetriche del forte Portuense riguardano la volontà di opporre al nemico un fronte esterno simmetrico e compatto, omogeneo rispetto agli altri, con cannoniera centrale e moderni orecchioni, nonostante le dimensioni ridotte e il necessario adeguamento alla topografia del sito, ma poi il fianco est si spinge irregolarmente verso l’esterno proprio per “coprire” il più possibile il corso del Tevere e la ferrovia per Civitavecchia, cioè l’area più esposta. Quindi, a un fronte esterno rappresentativo si oppone una planimetria funzionale in base alle specifiche esigenze dei fronti.
L’ingresso principale, sul lato verso la città, dal caratteristico portale bugnato, era difeso sulla sinistra da una caponiera rettangolare, con il lato lungo a controllo del fossato. Dall’ingresso si accedeva a un corridoio voltato, con due corpi laterali adibiti a corpi di guardia.
Superato questo primo corpo un passaggio concentrico che riflette l’impostazione planimetrica esterna permette l’accesso alle traverse e ai parapetti, oppure alla piazza d’armi centrale.
Sempre in asse con il corpo di guardia vi era un altro corpo in cui avevano sede i magazzini e proseguiva con alcuni vani dell’alloggio del Comandante e dell’Ufficiale medico nella piazza centrale, opportunamente terrapienati.
Parallelamente al fronte esterno vi era la serie di vani voltati destinati al ricovero di ufficiali, sottufficiali e truppa, con - alle estremità - i depositi delle munizioni; tutti questi vani erano convergenti verso la piazza centrale, così come immettevano al corridoio di accesso alle traverse e parapetti per la difesa del fronte esterno. Il fossato era controllato e protetto da una caponiera con faccia semicircolare.
In pratica, il forte Portuense risulta costituito per tre lati da terrapieno e parapetto; il lato verso la città non ha alcuna postazione difensiva ed è invece consolidato da muratura; i due fianchi presentano parapetti “in fuori” per le postazioni esterne di cannoni e traverse intermedie. I due fossati laterali risultano coperti dalle artiglierie delle due mezze-caponiere disposte nei moderni orecchioni. Il fronte esterno era composto dai ricoveri con, al di sopra, gli spalti e l’estrema propaggine della caponiera. Al di là del fossato una robusta muratura sostiene la controscarpa e impedisce ogni contromina. Al di là del fossato della cortina di gola era posizionata la polveriera.
Su questo lato l’ingresso, la caponiera e la polveriera erano protette da un bastione irregolare in terra.
Le dimensioni ridotte e l’impostazione planimetrica mettono allo scoperto una scarsa valenza difensiva di questo forte, anche in considerazione della già esaminata importanza strategica. Poche postazioni di cannoniere, i fossati non difesi con muro “alla Carnot” (peraltro già adottato in altri forti della prima fase), nessuna difesa della gola, portano a valutare in modo insufficiente il potenziale difensivo del forte Portuense, dovuto probabilmente ad una sottovalutazione progettuale.
Il forte Portuense è situato nel XV° Municipio nel quartiere Portuense, la superficie del forte e della zona verde che lo circonda copre 5,2 ettari.
Destinato dal Prg del 1962 a zona M3 (servizi pubblici di quartiere), coerentemente nel nuovo Prg viene destinato a “verde pubblico e servizi pubblici di livello locale”.
E’ attualmente in concessione al comune di Roma, da diversi anni l’associazione culturale Forte Portuense si occupa di iniziative e attività volte ad un suo riutilizzo.

 

(Si ringrazia per queste informazioni l'Associazione "Campo Trincerato Roma")